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Martina Melilli (1987) obtained an MA in Visual Arts at IUAV Venice University (IT) and spent a year of study about documentary and experimentalcinema at Luka School of Arts, Brussels (BE). She is interested in the representation of the individual and collective imaginary in connection with memory and reality and in the relation between the individual and the surrounding space: the movement through this space and the sense of belonging (to be rooted, home); the connection and the confrontation between the intimate and the universal. Her research is visual and conceptual and she works with video, film, photography, writing, using the promotion of the creative Documentary genre in all its shades also as tool, by organizing workshops and curating (film) exhibitions. From 2011 Melilli works on the project TRIPOLITALIANS, a collection of memories and a multimedia archive of the libic-italian community scattered around Italy after the Gadhafi coup d’état in 1970. The project was born as her master thesis with the supervision of Rene Gabri, Heman Asselberghs and Eyal Sivan. Collaboration and the collective are the forms of work the artist prefers. In Brussels from 2010, Melilli collaborated with the artist platform for production and distribution Auguste Orts, and in particular in the executive production of the film One, Two, Many by Manon de Boer (dOCUMENTA 13). At the end of 2013 she moved to Bari, where she -together with Andrea Sgobba and Cristina d'Eredità- funded OnDocks, an association that works for the territorial promotion of the Documentary genre. She's the winner of Artevisione 2017, a project promoting young Italian videoart curated by Careof and Sky Arte, which produced her film MUM, I'M SORRY. Her first feature length creative documentary, My home, in Libya, has been produced by Stefilm International, ZDF/ARTE, Rai Cinema with the support of MiBACT, which recognized it of cultural interest. It had its world premiere at the 71st Locarno Film Festival. She is a nomadic visual artist, filmmaker, translator and curator. At the moment she's based in Milan.

 

MartinaMelilli (1987) ha ottenuto la laurea magistrale in Arti Visive all'Università IUAV di Venezia e trascorso un anno di studi sul cinema documentario e sperimentale alla Luca School of Arts di Brussels. Il suo interesse si focalizza sulla rappresentazione dell'immaginario, individuale e collettivo, connesso alla memoria e la realtà, e sulla relazione tra l'individuo e lo spazio che lo circonda: il movimento attraverso questo spazio e il senso di appartenenza (essere radicato, cos'è "casa"). La sua ricerca è visiva e concettuale e si esprime tramite il video, il film, la fotografia, la scrittura, usando la promozione del documentario di creazione in tutte le sue sfumature come strumento, organizzando workshop e curando rassegne di film e mostre. Dal 2010 lavora al progetto TRIPOLITALIANS, una ricognizione di memorie e la costruzione di un archivio multimediale della comunità libico-italiana sparpagliata per l'Italia dopo il colpo di stato di Gheddafi del 1970. Il progetto è nato come progetto di tesi di laurea specialistica con la supervisione di Rene Gabri, Herman Asselberghs e Eyal Sivan.  La collaborazione e il collettivo sono le forme di lavoro preferite dall’artista. A Bruxelles dal 2010, ha collaborato con la piattaforma artistica Auguste Orts, in particolare nella produzione esecutiva di One, Two, Many di Manon de Boer (dOCUMENTA 13). A Bari dalla fine del 2013, ha fondato -assieme ad Andrea Sgobba e Cristina d'Eredità- OnDocks, un'associazione culturale che si impegna nella promozione territoriale del genere Documentario. E' la vincitrice di Artevisione 2017, un progetto a cura di Careof e Skyarte che promuove la giovane videoarte italiana, e ha prodotto il suo film MUM, I'M SORRY. Il suo primo lungometraggio documentario di creazione, My home, In Libya, è prodotto da Stefilm International, ZDF7ARTE, Rai Cinema, con il supporto del MiBACT che lo ha riconosciuto di interesse culturale. Il film ha avuto la sua prima mondiale al 71° Festival del Film di Locarno. Martina è un'artista visiva, filmmaker, traduttrice e curatrice di indole nomadica, attualmente di base a Milano.

 

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